I dati più recenti confermano una sensazione che è nell’aria:  sposarsi, nel nostro Paese, non è più un momenti atteso e quasi obbligato. Anzi. Secondo l’Istat, nel 2024 sono stati celebrati 173.272 matrimoni, quasi il 6% in meno rispetto all’anno precedente.

Un deciso calo, che si inserisce in una tendenza di lungo periodo e che sembra proseguire anche nel 2025: nei primi nove mesi dell’anno, le rilevazioni provvisorie parlano di un’ulteriore diminuzione del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Nel Mezzogiorno la flessione più marcata

Il calo del numero di “sì” non è uniforme sul territorio. Il Mezzogiorno registra la flessione più marcata, con un -8,3%, seguito dal Centro (-5%) e dal Nord (-4,3%).

Dietro questi numeri pesano fattori strutturali già noti: meno giovani, meno nascite, meno coppie in età da matrimonio. Ma non è solo una questione demografica. Cambiano le priorità, i tempi, le forme della vita di coppia.

Prime nozze giù e convivenze su

Nel 2024 i primi matrimoni sono stati poco più di 130mila, in diminuzione del 6,7% rispetto al 2023. Rappresentano ormai il 75,3% del totale, contro quasi l’80% del 2019.

Parallelamente crescono le libere unioni, che in poco più di vent’anni sono quasi quadruplicate: da circa 440mila all’inizio degli anni Duemila a oltre 1,7 milioni nel biennio 2023-2024. Per molte coppie la convivenza non è più una fase di passaggio, ma una scelta stabile.

Sei matrimoni su 10 sono con rito civile

Sei matrimoni su dieci oggi vengono celebrati con rito civile. Nel 2024 la quota ha raggiunto il 61,3%, confermando una tendenza già evidente prima della pandemia.

Il rito civile resta predominante anche nelle seconde nozze e nei matrimoni con almeno uno sposo straniero, ma cresce anche tra le prime unioni, soprattutto nel Nord del Paese. In parallelo, la separazione dei beni è diventata la scelta prevalente, adottata da quasi tre coppie su quattro.

Seconde nozze: anche qui coppie… in stallo

Dopo anni di aumento, anche le seconde nozze segnano un rallentamento. Nel 2024 se ne contano 42.784, il 3,5% in meno rispetto all’anno precedente.

Tra le ragioni dello stallo spiccano la sempre maggiore età degli sposi e le precedenti storie familiari: oltre la metà degli sposi con più di 50 anni arriva al matrimonio dopo un divorzio.

Matrimoni con stranieri: come cambia la società 

Le nozze con almeno uno sposo straniero sono state 29.309, pari al 16,9% del totale, in lieve calo. Sono più frequenti nel Centro-Nord e raccontano un’Italia sempre più multiculturale.

Crescono inoltre i matrimoni che coinvolgono nuovi cittadini italiani, segno di un’integrazione che passa anche dalle scelte familiari. Numeri che, più delle parole, descrivono un Paese che cambia passo, anche quando si parla d’amore.