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L’Intelligenza artificiale è una rivoluzione per il business B2B

L’adozione dell’Intelligenza artificiale continua a crescere non solo nella nostra vita personale, ma anche professionale.
L’AI diventerà sempre più il cuore del modello operativo delle imprese per l’innovazione dei prodotti, e occorrerà, da parte delle aziende, dotarsi di una AI strategy concreta.

Nello stesso tempo, per qualsiasi ufficio marketing, è fondamentale capire quali sono i nuovi processi di analisi e automatizzazione dei dati per generare nuovi lead.
Una ricerca realizzata da BVA Doxa rivela come un’azienda su due utilizzi già l’Intelligenza artificiale, sia attraverso chatbot sia tramite altre soluzioni.
La ricerca di BVA Doxa, dal titolo ‘Rivoluzione AI nel B2B: come le aziende stanno preparando il futuro’, è stata condotta in esclusiva per il B2B Marketing Conference, l’evento che ha coinvolto dirigenti e responsabili di aziende B2B con almeno dieci dipendenti, per un totale di 300 imprese.

Migliorare l’efficienza dei processi significa in ultima analisi ridurre i reclami

La penetrazione di questa tecnologia è maggiore tra le aziende di grandi dimensioni. Risultano invece più critiche le imprese che non la utilizzano.
Navigare con successo nel mare delle nuove tecnologie non rappresenta una sfida inedita, ma le implicazioni sono sempre più profonde. L’AI sta cambiando radicalmente il modo in cui le aziende operano, influenzando non solo i processi lavorativi, ma anche le interazioni quotidiane.

Le aziende implementano sistemi basati sull’Intelligenza artificiale con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei processi, che più in dettaglio significa agire sulla produttività, sulla qualità dell’offerta e sulla riduzione degli errori. E, in ultima analisi, sulla riduzione dei reclami.

Nuovi ruoli e figure professionali

Le funzioni aziendali più coinvolte dall’introduzione dell’AI includono l’IT, il Marketing, le Vendite e il reparto Ricerca & Sviluppo.
Considerato il crescente utilizzo di Intelligenza artificiale, sette imprese su dieci hanno introdotto nel loro organico delle nuove figure professionali. Tra le aziende con più di 250 addetti la quota sale all’85%.

Per le aziende che si avvalgono già dell’AI, l’auto valutazione delle capacità di sfruttare lo strumento è decisamente positiva, ed è pari all’81%.

Investimenti in crescita, ma un po’ meno rispetto a due anni fa 

Nel complesso, risulta che anche le competenze presenti internamente sono adeguate, seppure presentino margini di miglioramento. 

Continua poi il trend positivo degli investimenti nell’AI, sebbene la ricerca BVA Doxa segnali un minor incremento rispetto al passato, ovvero, un +4% rispetto al +5% dell’ultimo biennio. Analogamente, anche per il prossimo futuro la crescita prefigurata è stimata intorno al 4%.

Task scam, money mule e finti guru del trading: l’ultima frontiera della frode online

Tutto inizia con un SMS su WhatsApp o Telegram, che promette guadagni da 50 a 500 euro l’ora per semplici attività, come mettere ‘like’ a un post, seguire profili social, completare sondaggi o guardare video.
Spesso  le frodi online arrivano sotto forma di offerte di lavoro, dove fanno leva sul desiderio di guadagnare da remoto. Le vittime iniziano infatti a guadagnare piccole somme, ma alla fine il vero obiettivo dei criminali è un altro. Dietro queste offerte seducenti si nascondono truffe progettate per ingannare e sottrarre denaro o dati personali.

Una di queste è la task-scam, che propone false offerte di lavoro con l’obiettivo di rubare denaro e informazioni.
Cadere in questi tranelli è facile, per questo, Cyber Guru, piattaforma di Security Awareness Training, fa il punto sulle truffe più comuni per aiutare gli utenti a riconoscere i segnali d’allarme.

Il “trucco” per diventare un influencer

Molto simile alla task-scam è la truffa che coinvolge finte collaborazioni social dove fantomatici recruiter offrono ai malcapitati compensi e visibilità per diventare ambassador di gioielli, abbigliamento o prodotti di bellezza. Generalmente, le vittime vengono contattate tramite Direct Message (i DM come si chiamano su Instagram) o inserite addirittura in chat di gruppo. Peccato che non esiste alcun programma di ‘ambassadorship’. Esistono solo truffatori che nel migliore dei casi cercano di affibbiare i loro prodotti a utenti che li paghino di tasca propria, o ne paghino almeno la spedizione, spesso più cara del prodotto stesso.

Nel peggiore dei casi, dopo il primo acquisto e la promessa dell’invio di articoli gratuiti a cadenza mensile, i truffatori spariranno smettendo di rispondere.

Il finto guru dei crypto asset

Tuttavia, è possibile smascherare i criminali leggendo i commenti sulla pagina ‘ufficiale’, e se non bastasse, digitare sui motori di ricerca il nome del brand per capire se esistono precedenti di truffa, o recensioni negative.

Ma ci sono anche i finti trading guru, che spacciandosi per esperti promettono guadagni rapidi ed elevati attraverso investimenti in criptovalute, azioni o altri asset.
Queste truffe possono assumere molte forme, ma il risultato finale è sempre lo stesso: la vittima perde il suo investimento e i truffatori si dileguano nel nulla. 

Trasferire o riciclare denaro inconsapevolmente 

Attenzione poi alla truffa del ‘money mule’ (letteralmente, mulo di denaro), in cui titolari di conti bancari vengono ingannati o coinvolti nel trasferimento di denaro, generalmente rubato o derivato da attività di riciclaggio.
Le vittime, quindi, vengono adescate con annunci di lavoro che promettono interessanti guadagni. Per ottenerli è sufficiente fornire un proprio conto corrente, dove verranno versati soldi che andranno poi inviati a un altro conto o ritirati per consegnarli a qualcuno.

In tutti questi casi, si configura un vero e proprio reato finanziario, quindi è importante evitare di accettare proposte di questo tipo, non condividere i propri dati bancari, e nel caso in cui si sia già stati reclutati, denunciare subito alle forze dell’ordine.

Wi-Fi pubblico in vacanza, come usarlo senza correre rischi?

Durante le vacanze, è consuetudine comune collegarsi a reti Wi-Fi pubbliche in bar e aeroporti. E la prassi è ancor più frequente quando ci si reca all’estero. Tuttavia, questa comodità può comportare rischi per la sicurezza dei dati personali.

La ricerca “Cybersecurity in viaggio, come evitare le truffe in vacanza” di Kaspersky mappa le abitudini tecnologiche degli italiani in viaggio e identifica i possibili rischi di cybersicurezza. Ecco quindi qualche utile suggerimento per evitare i pericoli delle reti non private.

I pericoli della rete free

Il Wi-Fi pubblico è utile per rimanere connessi senza affrontare i costi elevati delle tariffe dati all’estero. Tuttavia, è essenziale essere consapevoli dei rischi e adottare misure di sicurezza adeguate. I cyber criminali spesso creano reti Wi-Fi false o compromettono quelle esistenti utilizzando nomi simili a quelli legittimi.

Una volta connessi, le informazioni personali come login ai social media, dati bancari e indirizzi e-mail possono essere compromessi e utilizzati in modo improprio.

Come tutelarsi e navigare sereni?

Gli esperti di Kaspersky suggeriscono alcune misure per ridurre i rischi associati all’uso di reti Wi-Fi pubbliche:

Connettersi solo quando necessario: Limitare l’uso del Wi-Fi pubblico solo a situazioni indispensabili.
Verificare l’autenticità della rete: Chiedere al personale della struttura per confermare il nome della rete e evitare connessioni a reti ingannevoli.
Fare attenzione alla pagina di login: Diffidare delle reti Wi-Fi pubbliche che richiedono credenziali di accesso attraverso piattaforme esterne come i social network, poiché potrebbero essere tentativi di phishing.
Evitare transazioni sensibili: Non accedere a siti web che richiedono informazioni di accesso, in particolare ai servizi finanziari, quando si è connessi a reti Wi-Fi pubbliche.
Usare una VPN: Utilizzare una VPN per migliorare privacy e sicurezza. Le moderne VPN criptano i dati e proteggono le attività online da accessi non autorizzati, mantenendo la velocità di Internet.

    I vantaggi di utilizzare una VPN

    Utilizzando una VPN affidabile, l’esperienza di navigazione sulle reti Wi-Fi pubbliche rimane privata. Le soluzioni di sicurezza come le VPN proteggono da vari rischi informatici come il phishing e lo spoofing DNS, che reindirizzano gli utenti verso siti dannosi.

    Inoltre, la crittografia VPN aiuta a difendersi dagli attacchi mirati sfruttando la cronologia di navigazione e altre informazioni sensibili, offrendo una protezione solida contro i potenziali pericoli delle reti Wi-Fi aperte.

    Gli utenti hanno già un buon livello di consapevolezza 

    La ricerca di Kaspersky rivela che oltre un terzo degli intervistati è consapevole della maggiore sicurezza garantita dalle VPN. Con l’aumento dello smart working, quasi la metà degli italiani utilizza una VPN per connettersi in modo sicuro a Internet e alla rete dell’ufficio da remoto, anche in vacanza.

    Cesare D’Angelo, General Manager Italy di Kaspersky, commenta: “L’importanza delle VPN come misura quotidiana di cyber sicurezza è riconosciuta. Grazie alla VPN, gli utenti migliorano la loro sicurezza e assicurano una protezione continua della privacy, difendendosi dai rischi nello spazio digitale.”

    Conclusioni

    In conclusione, collegarsi a reti Wi-Fi pubbliche durante le vacanze può comportare rischi significativi per la sicurezza dei dati personali. Seguendo i consigli degli esperti di Kaspersky e utilizzando una VPN affidabile, è possibile ridurre questi rischi e godere di una connessione sicura e privata anche fuori casa.

    Servizi digitali: l’Italia accelera sulle pubbliche amministrazioni

    Nel 2023 l’Italia ha spinto l’acceleratore sui servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Ad esempio, i pagamenti online verso gli enti pubblici hanno registrato un +6,4% rispetto al 2022, la prenotazione online delle visite mediche +7,9%, mentre l’acquisto online di biglietti del trasporto pubblico locale è cresciuto del +7,1%.

    Oltre a confermare il primato del nostro Paese rispetto all’uso dell’identità digitale, questi numeri evidenziano il deciso balzo in avanti di alcuni servizi della Pubblica Amministrazione.
    È quanto emerge dalla seconda edizione del Consumer Digital Empowerment Index, lo studio di ricerca che rientra fra le iniziative del Consumer Empowerment Project (CEP), il progetto condotto da Euroconsumers in partnership con Google.

    “Il livello complessivo di empowerment è salito del 3% rispetto al 2022”

    L’indice, la cui prima edizione è stata pubblicata a novembre 2022, mira a quantificare il modo in cui i servizi digitali contribuiscono all’empowerment dei consumatori nella loro vita quotidiana, attraverso un’analisi condotta in dieci Paesi europei, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia.

    “L’Index annuale – ha commentato il Sottosegretario all’Innovazione tecnologica e transizione digitale, Alessio Butti – offre molti spunti di riflessione ed evidenzia come, nonostante le resistenze e i ritardi scontati dal nostro Paese nella digitalizzazione delle abitudini di consumo, il livello complessivo di empowerment sia salito di 3 punti rispetto al 2022”.

    Identità digitale: un volano per il lancio dell’IT Wallet

    Si tratta di “Una testimonianza inequivocabile della spinta propulsiva che questo Governo sta dando alle politiche di trasformazione digitale – ha aggiunto Butti -. In particolare, riscontriamo un’ottima performance dell’Italia rispetto all’uso dell’identità digitale per accedere ai servizi digitali della PA, soprattutto grazie alle azioni messe in atto nell’ultimo anno per rendere più semplice l’uso online della Carta d’Identità Elettronica (Cie) a vantaggio dei cittadini. Si tratta di un volano fondamentale per il lancio, nei prossimi mesi, dell’It Wallet, uno strumento caratterizzato da alta affidabilità, sicurezza, e che vogliamo rendere disponibile in anticipo rispetto al wallet europeo”.

    Uno strumento per misurare l’impatto della digitalizzazione sulle abitudini di consumo

    “Il Consumer Digital Empowerment Index ha l’ambizione di proporsi come uno strumento affidabile e scientificamente robusto per misurare l’impatto della digitalizzazione sulle abitudini di consumo – ha sottolineato Marco Scialdone direttore del CEP, come riporta Adnkronos -. I risultati sono a disposizione della comunità scientifica e di ogni stakeholder pubblico e privato, affinché i dati siano sempre il punto di partenza per ogni riflessione sul digitale nella vita dei consumatori”.

    Sextortion: le nuove soluzioni di Meta contro truffe e contatti dannosi

    Da anni Meta lavora a stretto contatto con esperti che hanno esperienza nella lotta contro i reati di sextortion, L’obiettivo è comprendere le tattiche utilizzate dai truffatori per trovare vittime online a cui estorcere denaro. Meta intende riuscire a sviluppare mezzi sempre più efficaci per fermare questi  crimini, perché la sextortion a fini finanziari è un crimine orribile.

    “Oggi – annuncia la società in una nota – condividiamo un aggiornamento sui nostri recenti sforzi per contribuire a contrastare questi crimini”.
    Meta sta infatti testando nuovi strumenti per proteggere le persone dalla sextortion e altre forme di abuso di immagini intime. Strumenti utili anche a rendere più difficile ai truffatori mettersi in contatto con potenziali bersagli sulle sue app e su Internet.

    Configurazione di default per i messaggi degli adolescenti

    Si tratta di aggiornamenti basati sul lavoro che Meta sta portando avanti per aiutare i giovani a proteggersi da contatti indesiderati o potenzialmente dannosi. 

    “Abbiamo configurato di default i messaggi degli adolescenti in modo che non possano essere contattati da persone con cui non sono già in contatto – continua Meta -, mostriamo avvisi di sicurezza agli adolescenti che sono in contatto con account sospetti e offriamo la possibilità di segnalare i DM che minacciano di condividere immagini private. Inoltre, abbiamo supportato il National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC) nello sviluppo di ‘Take It Down’, una piattaforma che consente ai giovani di avere il controllo delle loro immagini intime e di evitare che vengano condivise online”.

    Su Instagram le immagini di nudo verranno sfocate

    Sebbene la maggior parte delle persone utilizzino i DM per condividere ciò che amano con amici, familiari o creator, i criminali potrebbero utilizzare i messaggi privati per inviare o richiedere immagini intime.
    “Per combattere questa minaccia – spiega Meta – inizieremo a testare una nuova funzionalità di protezione dai contenuti di nudo nei DM di Instagram, che applica una sfocatura sulle immagini in cui vengono rilevate nudità”.

    Questa soluzione è progettata non solo per proteggere le persone dal vedere contenuti di nudo indesiderati, ma anche dai truffatori che potrebbero inviare immagini contenenti nudità. Sarà attivata di default per gli adolescenti di età inferiore a 18 anni in tutto il mondo, mentre agli adulti verrà mostrata una notifica che li incoraggerà ad attivarla.

    Il Safety Center e altre risorse per aiutare gli utenti

    Sia che si stiano inviando o ricevendo queste immagini, le persone saranno indirizzate a consigli di sicurezza, sviluppati sotto la guida di esperti, sui potenziali rischi.

    Questi consigli, riporta Askanews, includono avvertimenti riguardanti la possibilità che le immagini vengano screenshottate o inoltrate senza consenso, che il rapporto con il destinatario delle immagini potrebbe cambiare in futuro, e l’importanza di esaminare attentamente i profili nel caso in cui ci siano dubbi sulla vera identità dell’utente. Questi consigli rimandano anche a una serie di risorse, tra cui il Safety Center di Meta, linee di supporto telefoniche, StopNCII.org per coloro che hanno più di 18 anni e Take It Down, per chi ha meno di 18 anni.

    Shopping on line senza pericoli: a cosa prestare attenzione?

    Nel corso delle festività natalizie, gli italiani hanno manifestato una chiara preferenza per gli acquisti online, tanto che si è registrato un aumento del 23% di questa modalità rispetto al 2022. Tale tendenza ha determinato un incremento del 5% della spesa pro-capite, consolidando il ruolo preminente degli acquisti digitali.

    Secondo i dati forniti dalla banca online N26, le transazioni online hanno costituito il 42% delle operazioni effettuate durante lo shopping natalizio del 2023, con una spesa media sul web in crescita del 24% rispetto all’anno precedente.

    I rischi in occasione dei saldi

    Con l’avvio della stagione dei saldi invernali, che si protrarrà per alcuni mesi, i consumatori si preparano a un’attiva fase di shopping sia nei negozi fisici sia online. Tuttavia, se da un lato gli acquisti online offrono comodità, dall’altro comportano il rischio di truffe e frodi. Il team Trust & Safety di N26 ha pertanto condiviso una serie di utili suggerimenti per evitare le truffe online più diffuse.

    Prima di comprare

    Durante la fase di acquisto, è essenziale preferire negozi affidabili e noti, specialmente quelli che utilizzano tecnologie avanzate per la sicurezza delle transazioni. Attenzione deve essere posta ai negozi falsi, riconoscibili da offerte eccessivamente vantaggiose e da segnali come bassa qualità delle immagini, errori grammaticali e recensioni poco credibili.

    La presenza del lucchetto SSL nella barra dell’indirizzo web indica che il sito è protetto e cifra le informazioni personali. Controllare regolarmente l’estratto conto bancario è altresì consigliato per individuare tempestivamente eventuali transazioni fraudolente.

    Dopo l’acquisto

    Successivamente all’acquisto, è fondamentale osservare attentamente la formattazione e il contenuto di eventuali messaggi di posta elettronica o SMS, evitando di rispondere a comunicazioni sospette.
    L’attenzione deve essere rivolta anche all’indirizzo e-mail o al numero del mittente, verificando la coerenza con l’identità dichiarata. Il linguaggio coercitivo o urgente nei messaggi, che invita a compiere azioni istantanee, è spesso indicativo di truffe.

    Quando contattare la banca

    In caso di sospetto, il consiglio principale è contattare immediatamente la propria banca. Solo adottando precauzioni adeguate, lo shopping online può rimanere un’esperienza piacevole, consentendo di beneficiare di sconti e promozioni durante questa stagione dell’anno.

    YouTube: in arrivo nuove regole per deepfake e contenuti generati con l’AI

    D’ora in avanti chi carica un video su YouTube dovrà indicare chiaramente quali contenuti sono stati realizzati con l’Intelligenza artificiale. Le conseguenze per chi non etichetta correttamente i contenuti potrebbero comportare la rimozione del video, la sospensione dell’account o la demonetizzazione.

    La piattaforma di video musicali e non ha introdotto nuove linee guida per la gestione dei contenuti generati tramite Intelligenza artificiale, in particolare, i deepfake.
    Le nuove norme si dividono in due categorie principali, una più rigida, volta a tutelare i partner dell’industria musicale della piattaforma, e un’altra meno restrittiva, applicabile al resto degli utenti.

    Ma cosa è “realistico”?

    L’azienda ha chiarito che i creatori dovranno etichettare i contenuti realistici generati dall’AI, rendendo esplicito immediatamente che sono stati realizzati con l’Intelligenza artificiale, soprattutto se riguardano contesti delicati come le elezioni politiche o situazioni di conflitto attuali.
    Queste etichette saranno visibili nelle descrizioni dei video e direttamente sui video stessi, nel caso di materiale sensibile.

    La definizione di “realistico” da parte di YouTube però non è ancora stata precisata. Tuttavia, il portavoce Jack Malon ha indicato che l’anno prossimo, quando questa politica entrerà in vigore, verranno fornite indicazioni più dettagliate, complete di esempi.

    Cosa succede nel caso di deepfake satirici?

    Resta incerto, però, come YouTube possa identificare con certezza i video generati dalla AI non etichettati, considerando che gli attuali strumenti di rilevamento sono ancora poco affidabili.
    La situazione si complica ulteriormente per i video che utilizzano deepfake per simulare persone reali, come nel caso della loro voce o del loro volto.

    YouTube permetterà le richieste di rimozione tramite un modulo esistente, ma valuterà diversi fattori, ad esempio, se il contenuto è una parodia o una satira o se l’individuo rappresentato nel video è un personaggio pubblico.
    Ma per i contenuti musicali generati da AI che imitano la voce cantata o parlata di un artista, non saranno ammesse eccezioni per parodia e satira. I canali che producono ‘coperture’ AI di artisti vivi o deceduti potrebbero comunque vedere i loro contenuti rimossi, riporta Adnkronos.

    “Mantenere un sano ecosistema di informazioni”

    Negli ultimi tempi, attori come Tom Hanks e Scarlett Johansson hanno intentato cause contro software di Intelligenza artificiale che avevano sfruttato i loro volti e voci per realizzare spot pubblicitari senza permesso.

    La novità potrebbe quindi segnare un passo importante verso la tutela del copyright e il suo rapporto con l’AI, riferisce Ansa. “Crediamo sia nell’interesse di tutti mantenere un sano ecosistema di informazioni su YouTube – si legge sul blog della piattaforma -. Abbiamo politiche di lunga data che vietano i contenuti tecnicamente manipolati che ingannano gli spettatori, e che possono rappresentare un rischio di danno grave”.

    Musei e recensioni web: il giudizio dei visitatori è positivo

    L’offerta museale italiana è estremamente interessante per i visitatori, che apprezzano il notevole valore artistico, storico e didattico delle collezioni. 
    Oggi sempre più persone condividono le opinioni sulle proprie esperienze, e utilizzano le recensioni web come bussola nei processi decisionali. E le valutazioni online sull’esperienza di visita nei musei riflettono un giudizio complessivamente positivo.

    L’esperienza museale, infatti, non solo arricchisce culturalmente e intellettualmente i visitatori, ma suscita anche emozioni, stupore e meraviglia, confermando il fascino intramontabile del patrimonio artistico italiano. A livello emotivo, sono le aree archeologiche a possedere la maggiore capacità di trasportare ed elevare gli individui.

    Indicazioni strategiche per le attività di marketing 

    Emerge da una ricerca di BVA Doxa, che ha raccolto e analizzato oltre 45.000 review testuali di 25 musei italiani, presenti su Google Maps e Tripadvisor, prodotte dagli utenti italiani e stranieri tra giugno 2022 e giugno 2023. Grazie all’approccio VoX – Voice of the eXperience gli analisti BVA Doxa utilizzano le potenzialità dell’Intelligenza artificiale e le competenze della ricerca per esaminare grandi quantità di feedback e recensioni.

    Questo strumento consente di esplorare in profondità le esperienze dei visitatori e svelare il significato di ogni valutazione testuale lasciata in rete, fornendo così indicazioni strategiche e di scenario fondamentali per le attività di marketing e comunicazione di musei, palazzi storici e aree archeologiche.

    Sovraffollamento e segnaletica i punti critici 

    I dati emersi dalla ricerca confermano quindi la quasi unanime ammirazione per il patrimonio artistico italiano, con qualche riserva in presenza di aree inaccessibili (per le aree archeologiche), chiusure al pubblico (spesso lamentate nei musei d’arte), aree spoglie o in fase di manutenzione (per le Regge). Tuttavia, il vero punto critico emerso riguarda l’organizzazione interna, un aspetto trasversale a molti musei, a eccezione di quelli tematici, che ottengono maggiori valutazioni positive in questo ambito.

    Gli utenti sono molto critici sulla gestione dei musei d’arte e delle aree archeologiche, evidenziando problemi come sovraffollamento e flussi mal gestiti, oltre a una segnaletica internapoco chiara che rischia di disorientare i visitatori.

    QR code e app ancora poco utilizzati

    Anche la digitalizzazione, potenziale facilitatore nella fruizione delle opere, risulta carente. I supporti digitali come i QR code o le app sono ancora scarsamente utilizzati, a eccezione dei musei tematici, che si distinguono per una maggiore interattività.

    Gli aspetti positivi emergono dalle location, che confermano l’importanza e il prestigio del patrimonio artistico italiano, mentre i prezzi dei biglietti non rappresentano né una discriminante né un deterrente, seppur le politiche di sconti appaiono molto apprezzate.
    Solo secondari nella valutazione complessiva i servizi aggiuntivi, come bar/ristoranti/bookshop, che restano comunque distintivi laddove gestiti e offerti in modo adeguato.

    Cybersecurity e sostenibilità: le best practice di un’interazione

    Oggi la cybersecurity dovrebbe essere ripensata secondo logiche diverse, che comprendano tutto l’ecosistema della sicurezza digitale. La sicurezza informatica non riguarda più soltanto le infrastrutture digitali, ma anche le persone e le cose. Un attacco informatico di una certa portata può infatti avere drammatici effetti a cascata su un’intera comunità, dalle istituzioni ai cittadini. Si pensi, ad esempio, alle possibili interruzioni di servizi fondamentali come le telecomunicazioni o altri pubblici servizi. Sostenibilità e cybersecurity hanno quindi un forte legame. E appare sempre più necessario mettere in atto best practice che agiscano sulle persone, oltre che sui processi, per migliorare la sicurezza nel suo complesso.

    Logiche ESG per combattere i cyber rischi 

    In termini di obiettivi ESG, migliorare la sicurezza di un’organizzazione significa renderla più efficiente e quindi più sostenibile. Ma per fare ciò non è sufficiente dotarsi di una policy aziendale sulla sicurezza, bisogna metterla in pratica sia con azioni concrete di sorveglianza e manutenzione fisica delle strutture, sia con precise politiche di sicurezza e controllo basate su standard validi a livello internazionale. In tal modo, la standardizzazione della cybersecurity agevolerebbe l’operato delle aziende, facendola di fatto rientrare tra le logiche ESG.
    D’altronde la sostenibilità altro non è che l’utilizzo delle risorse secondo i propri bisogni attuali ma senza esaurirle. Lo stesso vale nell’ambito della sicurezza informatica. La sostenibilità si raggiunge nella riduzione dei cyber rischi, minimizzando i costi e massimizzando l’efficacia dei processi.

    Un cambio di approccio nei processi aziendali

    Anche il World Economic Forum ha sottolineato come la cybersecurity sia da considerare un elemento ESG. Prima di tutto perché la maggioranza (90%) del valore patrimoniale delle organizzazioni non è di natura fisica. Secondo, tutte le organizzazioni hanno aumentato decisamente le transazioni digitali con conseguente impennata dei crimini informatici. Terzo, è preferibile migliorare i livelli di sicurezza informatica piuttosto che spendere capitali per porre rimedio ai danni causati.
    Insomma, meglio prevenire che curare. Ma il processo di consolidamento tra sostenibilità e cybersecurity prevede una serie di best practice che spesso implicano un cambio di approccio da parte di diversi attori coinvolti nei processi.

    Aggiornare le skills informatiche delle persone

    Tra le best practice, rientrano il mantenimento di politiche di sicurezza dei dati da parte delle organizzazioni, l’aggiornamento delle competenze in ambito cybersecurity di dipendenti e collaboratori, e l’impegno nella gestione di piani di valutazione dei rischi e di piani di continuità.
    In particolare, l’aspetto dell’aggiornamento delle skills informatiche risulta a oggi spesso solo formale, con un coinvolgimento attivo marginale delle persone.
    Al contrario, riporta Adnkronos, il ruolo e i comportamenti di ognuno di noi sono importanti per arginare il fenomeno dei crimini informatici, e raggiungere una sinergia tra cybersecurity e sostenibilità, in azienda come a livello globale.

    e-commerce: gli italiani continuano ad acquistare online, anche con l’inflazione

    Il 2022 verrà ricordato come l’anno del prepotente ritorno dell’inflazione, di una situazione geopolitica internazionale incerta e di un conseguente ridotto potere d’acquisto da parte dei consumatori. Non sorprende, quindi, che rispetto al 2021 la quota dei cosiddetti acquirenti intensivi, ovvero quelli che fanno acquisti online almeno una volta alla settimana, sia calata di oltre due punti percentuali. In ogni caso, anche nel post Covid il 61% dei consumatori italiani continua a effettuare un acquisto online almeno una volta al mese, e il 24% una volta alla settimana. È quanto emerge dal Report annuale sull’e-commerce italiano pubblicato da idealo, il portale internazionale di comparazione prezzi.

    Sul podio elettronica, moda & abbigliamento e scarpe 

    Negli ultimi tre mesi, il 43% degli utenti online ha acquistato un prodotto di elettronica, uno del settore moda & abbigliamento (41%) e uno relativo al comparto delle scarpe (33%). Oltre il podio, registrano ottimi risultati anche il settore bellezza & profumi (32%), giocattoli & gaming (26%), medicine e prodotti per la salute (25%) e food & beverage (21%). Completano la top ten, il settore pet (20%), sport & outdoor (16%) e arredamento & giardino (15%). Confrontando i dati 2021 con il 2022 si evidenzia come ogni settore abbia fatto registrare una crescita di interesse, a partire da giocattoli & gaming (+78%), bambini & neonati (+59%) prodotti per animali (+52%), elettronica (+35%) e arredamento & giardino (+33%).

    Chi compra online e cosa?

    Nell’ultimo mese circa l’80% delle donne ha effettuato un acquisto tramite e-commerce, a fronte del 78% degli uomini. I settori online di maggiore interesse per il mondo maschile sono quello dell’elettronica (53%), scarpe & sneakers (32%) e moda & accessori (32%). Per l’universo femminile, moda & accessori (52%), prodotti per bellezza & profumi (46%) e scarpe & sneakers (34%).
    La fascia di età più attiva è quella tra 35-44 anni, di cui oltre l’86% ha fatto almeno un acquisto online nell’ultimo mese. Seguono 44-55enni (85%), 25-34enni (76%), over 55 (75%) e i giovanissimi tra 16-24 anni (65%). L’elettronica di consumo, riporta Ansa, è la categoria con più acquisti online per le persone dai 25 anni in su, mentre gli under 24 danno più importanza a moda e accessori.

    Se aumentano i prezzi confrontare equivale a risparmiare

    Analizzando le oltre 2000 categorie di prodotto presenti sul portale italiano di idealo emerge che negli ultimi tre anni circa 1.200 categorie hanno registrato un costo medio più alto. Grazie all’andamento del prezzo di ogni prodotto idealo ha stimato le fluttuazioni per le categorie con il maggior numero di intenzioni di acquisto. In particolare, chi ha acquistato schede video nel 2022 ha ottenuto un risparmio medio superiore al 30% nell’arco di un anno, mentre chi ha comprato televisori e console di gioco ha sperimentato risparmi medi superiori al 20%. Per fotocamere digitali, tablet, notebook, smartphone e lavatrici i ribassi sono stati superiori al 15%, e per giacche, frigoriferi, profumi, stampanti e aspirapolvere superiori al 10%.

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