L’uso dell’Intelligenza artificiale sta aumentando rapidamente nelle aziende poiché i decisori aziendali (CIO) ne colgono la grande opportunità. Secondo un’indagine di Salesforce sullo stato dell’AI nelle aziende, il 77% dei CIO afferma infatti di avere un ottimo consenso da parte dei dirigenti su valore ed efficacia dell’AI, ma solo l’11% l’ha implementata completamente. In media, tra il 18%-38% in meno rispetto alle controparti nelle altre linee di business.

I business stakeholder hanno aspettative molto alte e chiedono tempi più rapidi di implementazione dell’AI, ma i rischi sono alti.  
Il punto critico è sui tempi: per il 68% dei CIO le aspettative sono irragionevoli sul ROI da questa tecnologia. Al momento, la maggiore preoccupazione riguarda problematiche relative alla sicurezza e l’infrastruttura dei dati.

Un approccio più calcolato rispetto ad altre tecnologie

La lentezza con cui vengono sancite strategie e strumenti di AI a livello aziendale può essere attribuita all’attenzione per il lavoro preparatorio che i CIO devono affrontare. Data la natura trasformativa dell’AI, il 67% dei CIO afferma di adottare un approccio più calcolato alla sua implementazione rispetto ad altre tecnologie.

Tra gli ostacoli che bisogna considerare durante l’implementazione dell’AI, i CIO evidenziano quelli legati alla sicurezza e i dati.
Mentre i problemi di sicurezza possono essere affrontati selezionando fornitori con una solida infrastruttura di sicurezza e garanzie di etica e credibilità, da per diversi intervistati in diversi settori garantire che i dati alla base dell’AI siano recenti, di alta qualità e accessibili, può essere una sfida scoraggiante.

Quanto budget destinare all’AI in questa sua prima fase di vita?

Riconoscendo che devono mettere in ordine i loro dati prima di poter abbracciare pienamente l’AI, i CIO stanno attualmente allocando, in media, un budget quattro volte superiore per le attività sui dati. Tuttavia, sono incerti su quanto destinare all’AI in questa sua prima fase di vita. Solo il 47% è sicuro di aver allocato la giusta quantità di budget.

Al di là delle sfide legate al rafforzamento delle basi di dati, molti CIO hanno difficoltà a definire dove e come l’AI dovrebbe apparire nelle organizzazioni più ampie.
Ciò è particolarmente vero data la novità dei modelli e la mancanza di comprensione, o addirittura la paura, di questa novità tecnologia nei vari dipartimenti.

Asimmetria fra casi d’uso e competenze

Mentre i casi d’uso dell’AI sono più evidenti in alcune aree dell’azienda, quegli stessi reparti potrebbero non essere i più ricettivi o capaci di sfruttarne le potenzialità. Ad esempio, i CIO ritengono che il servizio clienti abbia il maggior numero di casi d’uso, ma anche che sia il meno entusiasta. D’altro canto, il marketing è desideroso di utilizzare l’AI, ma meno preparato a livello di competenze.

Alcuni CIO stanno scoprendo che questo disallineamento tra valore commerciale dell’AI, entusiasmo e preparazione richiede un approccio più ‘chirurgico’ all’implementazione in tutta l’azienda.
Per questo, alcuni CIO trovano più efficace lanciare progetti pilota che ne mettano in mostra le potenzialità, al fine di rendere possibile un’implementazione più ampia. Tanto che il 75% degli intervistati descrive le proprie organizzazioni come in fase sperimentale di adozione.