I cybercriminali sono sempre più spregiudicati, e furbi, e le PMI sono sempre più sotto attacco. Per le piccole e medie imprese italiane, infatti, il 2025 non è iniziato nel migliore dei modi sul fronte della sicurezza digitale. Secondo un’analisi di Kaspersky, quasi 8.500 aziende sono finite vittima di attacchi informatici.

Il trucco usato dai criminali è semplice quanto efficace: camuffare virus e software indesiderati sotto le sembianze di applicazioni comuni, quelle che milioni di persone usano ogni giorno.

Zoom, Office e ora anche l’intelligenza artificiale

A essere sfruttate più spesso sono state piattaforme come Zoom o i programmi della suite Microsoft Office. Ma la novità di quest’anno è il crescente utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale come esca. ChatGPT, ad esempio, è stato imitato da 177 file pericolosi nei primi mesi del 2025, un aumento del 115% rispetto allo scorso anno. Anche DeepSeek, lanciato da poco, è già stato preso di mira decine di volte.

Gli esperti spiegano che i cybercriminali puntano sugli strumenti più popolari e di cui si parla di più. Per questo alcune applicazioni emergenti, meno conosciute dal grande pubblico, non vengono ancora sfruttate.

La trappola dietro una mail o un link

Il metodo è spesso lo stesso: una mail con un link ingannevole, un sito che sembra ufficiale o un’offerta troppo conveniente. Bastano pochi clic per scaricare un file che porta con sé malware, trojan o adware capaci di infettare i sistemi aziendali. E le conseguenze per le PMI, che non sempre hanno reparti IT strutturati, possono essere molto pesanti.

Phishing e spam sempre più credibili

Oltre ai virus, cresce il fenomeno del phishing. Le truffe puntano a rubare credenziali di accesso a piattaforme bancarie, servizi di consegna o account aziendali. In alcuni casi le vittime vengono convinte a fornire i propri dati con la promessa di una promozione della loro attività su X (ex Twitter).

Anche lo spam diventa più sofisticato: e-mail generate con l’aiuto dell’intelligenza artificiale offrono servizi “su misura” per le piccole imprese, come prestiti, campagne marketing o gestione della reputazione. Proposte che sembrano reali ma che nascondono insidie.

I consigli degli esperti

Per difendersi, Kaspersky suggerisce di puntare su sistemi di sicurezza aggiornati, controllare con attenzione link e indirizzi web, fare backup regolari e stabilire regole chiare per l’uso dei software aziendali.

In altre parole, serve tenere sempre alta la guardia. Perché spesso, ricordano gli esperti, basta un clic sbagliato per aprire la porta ai malfattori.