Ancora poco sfruttata sul lavoro, l’Intelligenza artificiale generativa (Generative AI), è percepita in maniera diversa tra chi la utilizza molto e chi non ha grande dimestichezza con questa novità. Intervistati sulle sue potenziali applicazioni, secondo il 47% della GenZ e il 39% dei Millennial questa innovazione può aiutare a ‘liberare tempo e migliorare il work-life balance’. Ma interrogati su quali emozioni susciti in loro la GenAI, il 29% dei GenZ esprime ‘incertezza’, il 28% ‘fascinazione’ e il 22% ‘eccitazione’. Più tiepido il giudizio dei Millennial, per il 33% ‘incerti’, 21% ‘affascinati’ e 17% ‘confusi’.

Sono alcuni risultati della Deloitte 2024 ‘GenZ e Millennial Survey’, la ricerca globale che offre un’analisi approfondita di percezioni e aspettative dei giovani in 44 Paesi in merito all’Intelligenza artificiale generativa, il cambiamento climatico e il caro vita.

AI generativa: oltre ai vantaggi emergono anche alcuni timori

Il 46% dei GenZ e il 41% dei Millennial pensa però che la GenAI potrebbe ‘richiedere una riqualificazione professionale e impattare sulle decisioni di carriera’, mentre il 55% della GenZ e il 52% dei Millennial pensa che la GenAI potrebbe ‘causare l’eliminazione di posti di lavoro’.

Inoltre, meno della metà dei giovani (43%  GenZ e 34% Millennial) pensa che il proprio datore di lavoro li stia adeguatamente formando sulle potenzialità, sui vantaggi e sul valore della GenAI.
E se work-life balance, salute mentale e lavoro da remoto sono priorità nella scelta del lavoro, GenZ e Millennial attribuiscono grande importanza anche al ‘purpose’,  l’insieme di valori che caratterizzano l’azienda e e che danno ‘un senso’ al di là della retribuzione economica.

Il valore del “purpose” 

Per i giovani il ‘purpose’ ha un valore e un ruolo molto più significativo di quello che veniva attribuito dalle generazioni precedenti.
Ma gli intervistati italiani, e in particolare i Millennial, risultano meno ottimisti riguardo alla situazione economica e sociale rispetto allo scorso anno. Solo il 16% della GenZ e l’11% dei Millennial prevede un miglioramento della situazione economica generale.

Anzi, in continuità con l’anno passato, la prima preoccupazione per GenZ e Millennial è il costo della vita (35% GenZ e 43% Millennial).

Climate change e disoccupazione due sfide prioritarie

Rimane prioritaria anche la sfida del cambiamento climatico (33% GenZ e 32% Millennial) e quella della disoccupazione (21% GenZ e 20% Millennial).
Ma se i giovani italiani, in generale, sono meno ottimisti della media globale per quanto riguarda lo scenario economico e sociale, sull’ambiente, invece, risultano particolarmente fiduciosi riguardo alla possibilità di fare la differenza e di influenzare il resto della società.

Sull’ambiente, riporta Adnkronos, il 62% della GenZ e il 53% dei Millennial ritiene di avere un’influenza moderata o significativa. Così è anche per la salute mentale (60% GenZ, 49% Millennial) e l’uso etico della tecnologia (52% GenZ, 45% Millennial). Temi sui quali i giovani si sentono pronti a guidare il cambiamento.