Emerge dall’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano: l’Italia prosegue nello sviluppo dell’IT Wallet pubblico, che verrà integrato all’interno dell’app IO.
Al momento è attiva la funzionalità Documenti su IO, che a oggi conta 7 milioni di utenti e 11,7 milioni di documenti memorizzati, mentre si attendono le linee guida per lo sviluppo degli IT wallet privati.
In parallelo prosegue la crescita dei sistemi esistenti. Oggi, 41,5 milioni di italiani hanno SPID, utilizzato complessivamente oltre 1 miliardo di volte in un anno, e 48,4 milioni di italiani usano la Carta di Identità Elettronica.
Di questi, 9 milioni hanno attivato anche le credenziali digitali tramite l’app CieID: a fine agosto 2025 si registravano 73,7 milioni di accessi.
Tuttavia, resta una quota rilevante di ‘scettici’, il 18% della popolazione, composta prevalentemente da utenti over 55.
UE: 22 progetti di cui 11 operativi
Il 2025 è stato l’anno della “messa a punto” per gli EUDI Wallet in Europa, ma la strada per una piena adozione è ancora lunga.
In UE sono 22 i progetti di digital identity wallet, di cui 11 già operativi, ma nessuno è ancora certificato come EUDI Wallet conforme a eIDAS2, il regolamento che definisce un quadro comune tra i Paesi per l’identità e l’autenticazione digitali.
In parallelo, alcuni Paesi vicini, come Regno Unito e Svizzera, hanno scelto di allinearsi agli standard europei per garantire l’interoperabilità.
Mentre l’Europa lavora su più fronti per sperimentare soluzioni all’interno del perimetro normativo di eIDAS2, nel mondo altri wallet evolvono con velocità molto differenti.
A livello globale 110 iniziative private
Alcuni Stati stanno stringendo partnership strategiche con le BigTech, che colgono l’occasione per potenziare e consolidare le loro soluzioni. In Giappone, ad esempio, Apple ha integrato la carta di identità nel proprio wallet, mentre negli USA Apple e Google hanno avviato la memorizzazione del passaporto, per ora utilizzabile solo per viaggi interni in alcuni aeroporti selezionati.
Ci sono poi diversi progetti fuori dall’ambito governativo. Si contano 110 digital identity wallet sviluppati da aziende private, spesso nati per gestire attributi di altra natura, come biglietti o carte di pagamento, e che ora prevedono la possibilità di memorizzare anche documenti di identità, seppur generalmente ancora privi di piena validità legale.
Il 50% degli italiani usa i wallet delle Big Tech
In Italia il 50% degli utenti usa i wallet digitali offerti da Google, Apple, o Samsung, prevalentemente per memorizzare carte di pagamento. E cresce la curiosità verso le novità introdotta da eIDAS2. L’EUDI Wallet interessa al 56% degli italiani, e quasi la metà preferirebbe che il wallet in cui inserire i propri documenti di identità fosse erogato dal Governo o da un ente pubblico piuttosto che privato.
Parallelamente, AgID sta definendo le Linee Guida della convenzione per i wallet provider privati. E si attendono l’integrazione di nuove credenziali e lo sviluppo di connettori informatici per l’utilizzo online dell’IT Wallet.
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