In un mondo in cui non esistono competenze definitive, il lifelong learning è diventato essenziale. Si tratta di un approccio educativo che riconosce l’importanza della formazione continua e dell’acquisizione di nuove competenze e conoscenze per tutta la durata della vita lavorativa e personale. Non si tratta solo di aggiornare le proprie abilità tecniche, ma di sviluppare anche quelle trasversali, come le soft skills, sempre più apprezzate dalle aziende.
Come risulta dalla ricerca del Global Talent Barometer 2024, la maggior parte delle persone (85%) è convinta di possedere le skills adatte per svolgere il proprio lavoro. Tuttavia, il World Economic Forum stima che il 60% delle persone necessiti di una formazione aggiuntiva. E solamente il 42% riceva, in realtà, il giusto aiuto per crescere.
Competitività e crescita
Il rapido avanzamento tecnologico e la globalizzazione richiedono un apprendimento continuo per mantenere un vantaggio competitivo. Quest’evoluzione della formazione si basa sull’aggiornamento delle competenze tecniche (hard skills) e lo sviluppo di quelle trasversali (soft skills). Le prime possono includere l’apprendimento di nuovi software, linguaggi di programmazione o processi tecnologici, indispensabili per adattarsi alle innovazioni del settore.
Anche le soft skills giocano un ruolo cruciale. Competenze come problem-solving, comunicazione efficace, capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti sono indispensabili in un contesto lavorativo che non si ferma mai. Queste abilità permettono a professioniste e professionisti di rispondere con efficacia a situazioni impreviste, lavorare bene in team e gestire lo stress legato a cambiamenti rapidi e nuove responsabilità.
Upskilling e reskilling
L’upskilling e il reskilling sono due strategie di formazione continua strettamente collegate al concetto di lifelong learning, ma con obiettivi e modalità specifiche.
In particolare, l’upskilling è il potenziamento delle competenze già possedute, per renderle più pertinenti nel contesto attuale. In pratica, l’upskilling rende chi lavora migliore nel suo ruolo attuale, integrando nuove abilità.
Il reskilling, invece, è il processo di apprendimento di competenze completamente nuove per consentire a chi lavora di svolgere un ruolo diverso rispetto a quello attuale. Questa strategia è particolarmente utile nei casi in cui alcune professioni siano destinate a cambiare o a scomparire a causa di innovazioni tecnologiche.
L’impatto sulla produttività
Investire nell’apprendimento continuo è una strategia vincente per l’individuo e le aziende. A livello personale, consente di ampliare e aggiornare costantemente le proprie competenze, permettendo di adattarsi con maggiore facilità ai cambiamenti del mercato e alle nuove tecnologie. Questo tipo di investimento rappresenta una risorsa fondamentale per affrontare i ruoli lavorativi più complessi.
Dal punto di vista aziendale, il lifelong learning apporta vantaggi in termini di produttività e competitività. Un personale costantemente aggiornato è in grado di ottimizzare i processi, proporre soluzioni innovative e migliorare l’efficacia operativa.
Inoltre, una cultura orientata alla crescita professionale aiuta a mantenere elevata la motivazione, riducendo il turnover e i costi associati alla sostituzione del personale.
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